Produttore uno

Non sempre la serietà è ossimoro dello scherzo. Non a caso, Socrate sollecitava i propri discepoli a dire cose serie, scherzando. L’esercizio fu ripreso nel Rinascimento da dotti ed eccentrici filosofi neoplatonici che tradussero in realtà questo concetto, materializzando il serio ludere. Ovvero, il fare sul serio, scherzando. Per giustificare questa verità iniziarono a dire che gli antichi parlassero, sempre e soltanto, in forma scherzosa. Ed è nato scherzando anche la birra di Matteo e Fillippo Branchini, fratelli per natura e soci per scelta insieme a Riccardo: i tre nel 2011 iniziano, appunto per gioco, prendendo in affitto un piccolo appezzamento di terreno e coltivano orzo da birra, tracciando il sentiero del progetto Oltremondo Birrificio Contadino. “Il nome della nostra azienda non è casuale - affermano Matteo, Filippo e Riccardo -. Nelle leggende Celtiche «Oltremondo» è un posto fatato, nascosto, dove le creature vivono in simbiosi con la natura. I contadini dappertutto nel mondo sono fondamentalmente gli stessi. Ci definiamo Birrificio Contadino perché siamo convinti che solo tornando ad una vita a stretto contatto con la natura, proprio come il contadino di una volta, si può trovare la strada nascosta per raggiungere questo posto fantastico che è l’Oltremondo”. Ma perché la mongolfiera? “La Mongolfiera incarna l’uomo che ha la possibilità, con semplicità ed ingegno, di compiere cose straordinarie - continuano Matteo, Filippo e Riccardo - come volare, fidandosi e affidandosi alla natura”. Le prime produzioni di birra arrivano nel 2015. “Alla fine del 2014 dopo sacrifici e sperimentazioni l’appezzamento in affitto è un’azienda agricola di 53 ettari e finalmente il birrificio inizia la sua produzione, con la sempre vergine voglia di sperimentare e stare insieme come nel vecchio garage da cui siamo partiti. A febbraio 2015 finalmente siamo arrivati a produrre le prime 6 birre che hanno iniziato a frequentare gli scaffali e i banconi delle attività ci hanno dato fiducia: Maesa, Ventora, Mamana, Rola, Brugla e Nuziale”. L’architrave di Oltremodo sta in una frase che i tre giovani rimarcano: “Dalla terra al bicchiere perché vogliamo regalare un’emozione. In azienda coltiviamo orzo distico biologico dalla quale ricaviamo i malti Pils e Pale che sono le fondamenta delle nostre birre. Infatti, dopo il raccolto, selezioniamo il miglior orzo per portarlo alla «Malteria Italiana Artigianale» nella vicina Umbria per la maltazione. Per il farro utilizziamo farro biologico proveniente da filiere agricole di aziende vicine”. Anche il luppolo, arbitro per valutare una birra, è un elemento differenziante del birrificio “Oltremondo”: “Dal 2017 abbiamo instaurato un rapporto di collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università della Tuscia di Viterbo per assisterci nella coltivazione di luppolo. Nel 2019 abbiamo il nostro primo raccolto di luppolo che ci ha reso indipendenti nella nostra produzione di birra.