Apicoltura Branchini Oriana

“Il miele selvatico sa di libertà” raccontava Anna Andreevna Akhmatova, poetessa russa che non amava l'appellativo di poetessa, preferendo farsi definire poeta, al maschile. Ma questa è un’altra storia. E rientra anche in questo ragionamento il fatto che il miele sia considerato un’alta forma di amore. Lo stesso amore che Paolo Branchini, titolare dell’azienda agricola apistica Branchini mette nella cura delle sue api. Sperduta tra le colline di San Pasquale, la sua realtà produttiva è un balcone che si affaccia nella piccola teca di Terre Roveresche, dove il colore bronzo accarezza i campi circostanti e l’odore di natura ispira un senso di pace. “Per me l’agricoltura è una passione che viene dalla mia famiglia. Sono laureato in scienze Agricole alla Politecnica e dopo alcune esperienze in questo settore, ho preso le redini dell’attività della mia famiglia”.


Più che apicoltore, Paolo preferisce definirsi un amico delle api. “Se fai questo lavoro non devi prenderlo come un lavoro. Devi avere un occhio sensibile e un’attenzione incredibile, poiché il miele è il risultato del tuo lavoro che si unisce all’humus del territorio in cui ti trovi”. Tra i prodotti di punta dell’azienda apistica Paolo Branchini, il miele mille fiori e il miele di acacia. “Il miele di acacia è ricavato dal nettare dell’acacia, un genere di piante della famiglia delle Leguminose. Le specie più comuni di acacia fioriscono durante l’inverno o all’inizio della primavera. Invece, il miele millefiori è ricavato dal nettare di fiori diversi, le cui caratteristiche variano, dunque, al prevalere dell’una o l’altra specie. Ogni anno facciamo analizzare da un ente preposto il prodotto delle mie api per consegnare al cliente un prodotto di qualità che rispecchi le aspettative di chi fa un acquisto”.

Apicoltura Branchini Oriana
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